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spesso con i più conosciuti Groppelli della sponda bresciana
del lago di Garda, il vino Trentino Groppello di Revò,
ha ora ricevuto una sorta di attestato che lo qualifica
come vitigno autoctono, e sottozona DOC del Trentino.
Con una storia antica, documentata in modo certo nelle cinquecentesche
cronache del Mariani, con un passato illustre, che negli ultimi
anni di appartenenza del territorio all 'Impero Austro-Ungarico
aveva visto una produzione di quasi 50 mila ettolitri di vino, e
con un presente fatto di 400 ettolitri esistenti solo per la appassionata
tenacia di un pugno di "irriducibili", grazie al recente
riconoscimento questa varietà incontra un rinnovato interesse
che si è concretizzato, tra l' altro, nella messa a dimora
di 5 mila metri quadrati di nuovo vigneto: una superficie significativa
se vista nella realtà delle micro aziende della zona.
Non solo, il vitigno è stato riconosciuto a rischio di estinzione
e perciò proposto per il programma nazionale per la tutela
della biodiversità (art. 10, comma 4 DL 30 aprile 1998, n.
173).
Il Groppello di Revò (noto anche con i sinonimi di Groppello
anaune, della Val di Non, e della Terza sponda) prende il nome dal
paese di Revò, che è il centro più importante
di quella zona dell' alta Val di Non (in provincia di Trento) detta
Terza sponda, con riferimento al grande bacino idroelettrico del
lago di Santa Giustina.
Proprio a Revò sorse, nel 1893, la terza cantina sociale
del Trentino. Poi la peronospora, la fillossera, il passaggio nel
1918 della regione all 'Italia ed infine la diffusione della frutticoltura
intensiva specializzata, hanno confinato il Groppello in pochi appezzamenti
amatoriali, siti nei comuni di Cagnò, Revò e Romallo,
con concreto rischio di definitiva estinzione. Gli "irriducibili",
una ventina di appassionati che hanno dato vita recentemente all'
associazione"Amici del Groppello", capeggiati da Augusto
Zadra che con una produzione annua di 4.000-4.500 bottiglie è
il maggior produttore, hanno resistito ed ora sono soddisfatti di
aver difeso un vitigno che appartiene a tutti gli effetti alla tradizione
enologica e paesaggistica della Val di Non e dello stesso Trentino,
e che finalmente ha ricevuto importanti riconoscimenti sul piano
scientifico e normativo.
Il progetto "Groppello di Revò", redatto dall 'Istituto
agrario di San Michele all' Adige (Trentino) in riferimento alla
tutela della biodiversità, prevede una serie di interventi
che partendo dal censimento delle risorse esistenti arrivano alle
azioni di salvaguardia del vitigno, con passaggi intermedi che coinvolgono
le tecniche di biologia molecolare, la realizzazione della scheda
ampelografìca modello O.I.V., la selezione clonale e le indagini
analitiche sui vini. Il
vino Trentino Groppello rappresenta un patrimonio
genetico di tutto rispetto, se si pensa che le vigne possono raggiungere
anche gli 80-100 anni di età. E' sempre l' Istituto di San
Michele ad attestare che il Groppello di Revò è una
varietà autoctona locale, perché presenta caratteristiche
genetiche originali, diverse dagli altri Groppelli diffusi nella
zona del Garda. Attraverso il confronto dei profili di marcatori
molecolari del Dna - specificano i ricercatori di San Michele -
si è potuto vedere che il Groppello di Revò è
un vitigno con un profilo genetico caratteristico, differente dagli
altri Groppelli. L' unico elemento in comune è il grappolo
compatto, di forma cilindro-conica con ali poco pronunciate e con
gli acini serrati. La famiglia dei vitigni autoctoni del trentino
cresce: Teroldego, Marzemino e Nosiola (questo a bacca bianca) con
l' arrivo del Groppello costituiscono un poker d' assi che potrà
favorire le partite dei vini trentini sui tavoli dei grandi mercati.
Intanto sulla Terza sponda fervono i programmi per capitalizzare
il riconoscimento di San Michele. I primi passi saranno la domanda
per l' autorizzazione a nuovi impianti. Poi, sulla soglia dell 'estate,
quando il tempo sarà più clemente (siamo intorno agli
800 metri di altitudine) verrà ripetuta la Festa del Groppello.
Una manifestazione tecnica e folkloristica nello stesso tempo, utile
per diffondere la conoscenza di un prodotto che ha tutte le caratteristiche,
intrinseche ed ambientali, per conquistare i consumatori più
attenti ai prodotti di nicchia e di grande qualità.
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